PROGETTO NUOVO CORTO

Nuovo Corto Circuito
Progetto per una trasformazione sostenibile e partecipata del
C.S.O.A. Corto Circuito
al fine della promozione delle pratiche di autogestione, di
autorecupero edilizio e di autosufficienza energetica,
per i prinicipi di autodeterminazione degli individui
e delle piccole comunità,
contro il capitalismo, il corporativismo
e il potere delle banche centrali.

… anche i bambini sanno che negli ultimi duecento anni non si è mai
divenuti rivoluzionari dopo aver compreso il meccanismo della teoria del
valore di Marx, ma sempre e solo per domanda di senso, richiesta di
prospettiva e reazione all’ingiustizia, alla diseguaglianza ed alla
insicurezza.
Costanzo Preve
“La crisi culturale della terza età del capitalismo”, Ed. Petite Plaisance 2010

 

Il progetto e la sua filosofia hanno alla loro base l’assunto per il quale il benessere sociale derivi per la maggior parte dalla qualità delle relazioni che il soggetto intrattiene con l’ambiente .

 
L’ambiente moderno, per la natura burocratica e legislativa che lo rende costrutto sociale, tende ad essere ostile con l’opportunità di coinvolgimento e partecipazione del cittadino. Tutto questo ancor di più in un momento dove la politica sembra essere diventata debole nei confronti delle richieste del pubblico. L’incongruenza fra capacità e aspirazioni personali del cittadino spesso vanno a scontrarsi con richieste (burocratiche e legislative) dell’ambiente circostante, non permettendo l’adesione e la coesione, rendendo difficili se non impossibili le modalità di partecipazione. Questo crea un disequilibrio tra la percezione della propria identità sociale (quella che permette di sentirci cittadini all’interno di una comunità) e quella individuale (ovvero quella che comprende la sfera
della nostra coscienza personale).
Siamo quindi convinti che preservare luoghi dove permettere e studiare la pratica dell’autogestione sia una scelta doverosa che contempla una visione di crescita e sviluppo lontana dalla logica del profitto, dove lo scambio tra pari diventa strumento valorizzante dell’equilibrio sociale.
Si punta quindi alla creazione di uno spazio polivalente fruibile dalla cittadinanza e di natura popolare, un laboratorio sociale dove praticare l’autogestione degli spazi da parte delle comunità che le vivono, che si contrapponga all’odierna logica di messa a bando degli spazi pubblici senza percorsi partecipati e che non tengano in considerazione l’adesione territoriale alla gestione dei beni comuni, dove sviluppare una progettualità partecipata con cadenza annuale costante nel futuro dell’area, riguardante le politiche sociali e ambientali sui temi dell’autosufficienza energetica e dell’autodeterminazione degli individui e delle piccole comunità, in contrasto con le dottrine capitaliste e antisociali.