OSTERIA POPOLARE

L’osteria del Corto.

L’osteria del Corto nasce il primo marzo del 1995. A quasi cinque anni di distanza dall’occupazione del centro sociale, si presentò l’esigenza di creare un’alternativa che mettesse al centro della discussione,ma anche e soprattutto della tavola, un altro modo di alimentarsi.


L’insediarsi della crisi economica ha portato poi il collettivo a discutere sulle tematiche del precariato, e di conseguenza la costruzione del ragionamento sull’autoreddito e la formazione collettiva.
Attraverso la buona cucina, mescolata all’attenzione per i prezzi, rigorosamente popolari, prova ad essere un’alternativa ad un sistema malato, corrotto e mafioso, dando continuità ad un percorso politico e sociale.

In un quartiere in cui, dopo il tramonto c’è il deserto delle periferie romane, vittime di speculazioni e di politiche sociali ed economiche inesistenti in questa città, l’osteria è un posto di socialità in cui chi viene è libero di confrontarsi con l’altro, non è un semplice cliente, ma inevitabilmente diventa parte di una famiglia.
Convinti che l’autogestione sia un modo possibile di viversi lo spazio, il servizio è curato, ma informale.

Un’osteria dove per cucina si intende un approccio al mondo della gastronomia fatto di persone, di ambiente e di società, che coinvolge la storia di un quartiere e le vite di tutti in un intreccio di saperi e sapori che non riguardano soltanto il cibo.

I nostri cuochi,che nel corso degli anni si sono formati, si sperimentano ed esprimono creatività e competenza culinaria, cercando di seguire il più possibile la stagionalità dei prodotti, che ogni giorno arrivano in cucina grazie alla scelta sociale e politica di sostenere le botteghe del quartiere.
Per un’alimentazione anticapitalista condividiamo i progetti contadini.
terra/TERRA (LINK),genuino clandestino e orto circuito sono l’espressione che permette all’osteria di discutere e praticare il km0, il sostegno alla piccola produzione agricola e artigianale e la difesa dei territori.

In menù si trova anche una vasta scelta di pizze cotte in forno a legna e lievitate almeno 24ore, condite con ingredienti freschi e gustosi, preparate da pizzaioli attenti e simpatici che non perdono l’occasione di cantare durante la preparazione.
Da provare assolutamente è la cena a base di pesce del venerdì che offre la possibilità a tutti di gustare e sperimentare gustose ricette a prezzi popolari.
E dopo cena dolci a volontà preparati con cura dalle pasticcere pasticcione che stanno sempre a dieta.
L’encomiabile sforzo nel degustare ogni singola goccia sul fondo del bicchiere hanno creato nel tempo una cantina di ottimo livello che è in continua crescita.
Vini,bianchi e rossi, principalmente biologici fanno compagnia a birra, prosecco e spritz.

L’osteria inoltre si fa organizzatrice e promotrice di eventi culinari,
corsi per giovani in cerca di indipendenza e contro il sistema marcio che si cela dietro i fastfood, come ad esempio il corso intitolato:”vado a vivere da solo e me la cavo anche bene”,o ancora il corso di cucina intitolato: “La rivoluzione della forchetta”, lezioni di approfondimento sulla lavorazione degli alimenti base, a veri e propri corsi di formazione per futuri cuochi o pizzaioli, a giornate dedicate all’autoproduzione di trasformati: marmellate, yogurt, pane e quant’altro come ad esempio i laboratori mensili di “saperi e sapori”.

Tra le campagne che sostiene c’è sicuramente un’attenzione particolare al NO EXPO,in quanto il modello che propone va veramente contro ogni nostro principio etico sull’alimentazione, sul modello lavorativo e sulla devastazione che crea nei territori che viviamo “LINK no expo”.
Aderiamo inoltre alle campagne contro la repressione e più in particolare a quella sull’utilizzo delle droghe leggere come la marijuana(LINK), che ricordiamo è una pianta naturale che può essere utilizzata in campo medico, culinario, tessile, e ovviamente ludico(che non fa mai male =) ),e non solo.

Per concludere non si può non accennare all’attacco politico che attualmente l’osteria sta subendo, in cui tutto questo è messo a rischio da una politica malsana che la definisce un’attività commerciale standard che produce reddito e specula sull’idea di centro sociale e che ne approfitta per non pagare tasse.
Ovviamente l’osteria si è assunta la responsabilità di essere anche attività economica, non intesa nel modo canonico,ma come alternativa critica ad un sistema finanziario che guarda solo gli interessi delle banche e dei potenti.
Infatti la nostra è una micro economia che serve a sostenere le importanti attività politiche e culturali di tutto il centro sociale e infine crea un reddito collettivo (che si potrebbe chiamare rimborso spese), a coloro che ogni giorno vi dedicano amore e passione per la cucina e non solo, e che per scelta non hanno padroni né servi, ma solo militanti che credono che per cambiare questo sistema malato bisogna partire dal basso.

L’osteria distribuisce pasti caldi e freddi dal martedì alla domenica dalle 20.00 alle 23.00